Grandi novità dall’Opera del Duomo sul Campanile di Giotto, uno dei gioielli del complesso della Cattedrale di Firenze, che si prepara a un restauro completo!

Vista con drone del Campanile di Giotto, Firenze. Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto di Fabio Muzzi
A partire dal 9 marzo, il campanile sarà avvolto da ponteggi. Ma ecco la parte interessante: invece di rimanere completamente nascosto fino alla fine dei lavori (stimata tra circa 4 anni), il ponteggio verrà smontato progressivamente dall’alto verso il basso, man mano che ogni fase sarà completata. In questo modo i visitatori potranno vedere le parti restaurate svelate poco alla volta.
Niente paura — sarà comunque possibile continuare a salire sul Campanile per tutta la durata dei lavori.

Il Campanile di Giotto da drone, Firenze. Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto di Fabio Muzzi
Un restauro da 7 milioni di euro finanziato dalla vostra visita
L’intervento punta a risanare crepe, fratture e distacchi del marmo bianco e del serpentino verde di Prato che rivestono l’esterno e che, nel tempo, hanno iniziato a deteriorarsi. Il costo totale? 7 milioni di euro.
Il progetto è interamente finanziato con gli incassi dei biglietti dell’Opera di Santa Maria del Fiore, la storica istituzione responsabile della conservazione e valorizzazione del complesso monumentale del Duomo di Firenze — e che sostenete direttamente con la vostra visita alla Cupola, al museo, al Battistero, al Campanile e alla cripta di Santa Reparata.
Ebbene sì, è la prima volta che il Campanile di Giotto viene restaurato integralmente. In passato — con interventi documentati a partire dal 1939 — si era sempre intervenuti solo su singole parti, mai sull’intera struttura.

Progetto del ponteggio del cantiere di restauro del Campanile di Giotto – Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore/TSA Tecno System Appalti, Roma
Parte di un piano molto più ampio
Come ha spiegato ieri il presidente dell’Opera del Duomo Luca Bagnoli durante la presentazione del progetto, questo restauro è solo uno dei tasselli di un piano di investimenti culturali molto più ampio, del valore complessivo di 60 milioni di euro, attualmente già in corso.

Vista dall’alto dell’area di ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo – Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore/Guicciardini & Magni Architetti
Il museo raddoppia
Il Museo dell’Opera del Duomo è destinato a raddoppiare le sue dimensioni — passando da 6.000 a 11.000 metri quadrati — grazie all’espansione nel vicino Palazzo Compagni, acquistato un paio di anni fa.
Entro il 2030 il museo ampliato includerà:
- Nuovi spazi espositivi
- Una sala convegni
- Un bar-ristorante con vista sulla Cupola del Brunelleschi
- Un affaccio sul giardino interno
Solo questo progetto vale 40 milioni di euro.
Il recupero di un edificio del Trecento (e un aiuto concreto ai residenti)
Il secondo grande intervento — ormai in fase conclusiva — riguarda la ristrutturazione dell’ex Collegio Eugeniano, costruito nel Trecento e primo nucleo di quella che sarebbe poi diventata l’Università di Firenze.
Entro la primavera circa 100 dipendenti dell’Opera si trasferiranno nella sede restaurata. Nel frattempo, i 1.500 metri quadrati di uffici attualmente utilizzati vicino a Piazza Duomo verranno trasformati in circa 15 appartamenti destinati all’affitto ai residenti.
Bagnoli lo ha detto chiaramente: Firenze accoglie con piacere i turisti, ma mantenere i residenti nel centro storico è fondamentale. Non solo per la vita della comunità, ma anche per la sostenibilità stessa del turismo. L’Opera non è un ente di beneficenza, ha sottolineato, ma ha profondamente a cuore il tessuto sociale della città.
Questo intervento vale circa 13 milioni di euro.
I biglietti finanziano tutto
Nel solo 2025, la vendita dei biglietti per le visite a:
- la Cupola del Duomo
- il Campanile
- il Battistero
- il Museo
- e Santa Reparata (la cripta)
ha generato ben 31 milioni di euro.
E c’è un aspetto ancora più significativo: l’intero piano di investimenti da 60 milioni di euro è autofinanziato. Nessun contributo pubblico. Nessun finanziamento privato.
Come ha ricordato Bagnoli, la pandemia è stata un campanello d’allarme. Dipendere esclusivamente dagli incassi dei biglietti è rischioso. Per questo l’Opera sta diversificando, investendo maggiormente nel patrimonio immobiliare per generare entrate più stabili e non legate ai flussi turistici.
In sintesi: restauro, ampliamento, nuove abitazioni per i residenti e una strategia finanziaria di lungo periodo — tutto racchiuso in una visione ambiziosa per il futuro dei monumenti più iconici di Firenze.
Voi cosa ne pensate di un progetto così ambizioso?