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Un itinerario per scoprire le sculture in legno del XV° secolo di Firenze

Crocifissi e sculture

Da marzo ad agosto del 2016, la Galleria degli Uffizi ha organizzato una mostra davvero eccezionale, dedicata a circa 50 opere d'arte tutte realizzate in legno. L'esposizione dal titolo "Fece di scoltura di legname e colorì. La scultura del quattrocento in legno dipinto a Firenze" ha riunito, per la prima volta in assoluto, molte opere d'arte in legno dipinto ancora sconosciute - o spesso ignorate dal grande pubblico - o principalmente dedicate ad un pubblico di nicchia, ad esempio i critici e gli studiosi di storia dell'arte come Margrit Lisner. Anche se non hai avuto modo di visitare la mostra, molte delle magnifiche opere esposte sono custodite a Firenze in pianta stabile, il che significa che si prestano alla perfezione per dar vita ad un itinerario straordinario che ti guiderà alla scoperta delle chiese e dei musei di Firenze dove risiedono.

Di seguito ti proponiamo una breve presentazione di alcuni dei capolavori che facevano parte della mostra:

Ti divertirai a scoprire e ad ammirare le opere di grandi artisti del 15° secolo, tra cui Michelangelo, DonatelloDesiderio da Settignano solo per citarne alcuni. Le sculture dipinte nella Firenze del 15° secolo riflettono l'importanza della scultura in generale e tutti gli artisti, nell'arco della loro carriera, l'hanno usata come modello di espressione, soprattutto nella creazione di crocifissi, statue della Madonna, dei santi, di Maria Maddalena ed altri soggetti spesso utilizzati in contesti religiosi. Artisti come Donatello ed il Brunelleschi erano in grado di esprimere con questa tecnica un nuovo naturalismo del corpo sofferente sulla croce, che sarebbe poi divenuto un prezioso modello per intere generazioni future di artisti.

C'è da precisare che Donatello ed il Brunelleschi non soltanto scolpivano le loro opere, ma con tutta probabilità le dipingevano anche, dato che la loro sfera artistica spaziava in più campi. Dipingere le sculture, all'epoca, era considerato importante tanto quanto scolpirle nel processo di creazione (cosa che non possiamo dire dei secoli a venire, come il 16°). Un esempio di quanto detto si può ammirare nei due superbi crocifissi oggi ospitati presso Santa Croce e Santa Maria Novella

E' interessante notare come le cosiddette "botteghe del periodo", specializzate in scultura o in pittura, appaltassero il lavoro alle altre, dando vita a stretti legami nella creazione delle opere d'arte. Per esempio, Neri di Bicci, che gestiva un importante laboratorio in via Porta Rossa a Firenze, era uno dei più famosi pittori assunto proprio per questo scopo: dipingeva, infatti, busti scolpiti da Desiderio da Settignano e crocifissi realizzati da Benedetto da Maiano. Nel tempo, creò anche uno stretto legame professionale con un monaco/scultore dal nome Don Romualdo da Candeli. La stessa collaborazione era evidente nella realizzazione di polittici misti, laddove le pale d'altare erano composte da una grande statua in legno ubicata nel centro e pannelli dipinti su entrambi i lati. La bellezza di queste composizioni può essere vista presso il Tavernacolo di San Sebastiano (messo in evidenza di seguito), scolpito da Leonardo del Tasso e dipinto da Filippino Lippi.

Pronto a cominciare l'itinerario? Di seguito troverai una mappa con 13 opere d'arte che abbiamo messo in evidenza in 12 luoghi, per guidarti nella scoperta di Firenze. Il punto di partenza dell'itinerario è in Piazza del Duomo ma tu puoi, ovviamente, seguirlo in qualsiasi ordine preferisci.

Le principali sculture in legno dipinto di Firenze

1. Duomo di Firenze- Benedetto da Maiano - Crocifisso (non presente alla mostra)

1490-1495

La straordinaria bellezza del Crocifisso di Benedetto da Maiano, una delle sue ultime opere, può essere ammirata in tutto il suo splendore dopo ben 4 anni di restauro nel Duomo di Firenze, terminato nel 2014. I colori e la qualità della scultura possono essere apprezzati ora che la patina del finto bronzo applicata da Giovanni Dupré nel 1867 è stata rimossa. Il Crocifisso, che risiedeva nella bottega di Maiano, fu acquistato nel 1508 dall'Opera del Duomo; nel 1510, Lorenzo di Credi lo dipinse e da allora rende onore all'altare principale del Duomo, in fiera posizione. Da notare il busto muscoloso e l'espressione facciale sublime.

2. Museo dell' Opera del Duomo - Donatello - Maria Maddalena (non presente alla mostra)

1455 circa

Non ci sono documenti che attestano quando fu commissionata la Maddalena a Donatello o quale fu la sua iniziale ubicazione; la prima menzione dell'opera risale al 30 ottobre 1500 quando, dalla bottega del Duomo, fu portata al Battistero, dove fu posizionata - secondo la documentazione in possesso - contro la parete sud-occidentale, mentre la sua posizione da penitente, rivolta verso destra e verso l'altare principale, sembra confermare il momento di preghiera della Maddalena. Ma non vi sono chiari documenti o menzioni che l'opera fosse stata commissionata sin dall'inizio per il Battistero e molti critici d'arte la fanno risalire verso gli ultimi anni della vita di Donatello, grazie ad alcune somiglianze con altre opere dello stesso periodo.

La statua fu gravemente danneggiata durante le inondazioni dell'Arno nel 1966 ed il restauro ha rivelato che l'intera scultura, compresa la base, è stata ricavata da un unico pezzo di legno di pioppo bianco, oltre al fatto che Donatello fece abbondante uso dello stucco per modellare il viso, così come il collo ed i capelli, ovvero quelle parti che più colpiscono quando si guarda l'opera. Il colore originale della scultura comprendeva un discreto uso dell'oro nei capelli. Grande innovatore sia per quanto riguarda la tecnica che l'iconografia dell'opera, Donatello dette vita ad una vecchia Maria Maddalena, esile e fragile: la penitenza ed il digiuno l'avevano ridotta in quelle condizioni, nonostante l'amore per Cristo la tenesse ancora in vita e desse forza alla sua anima. Immagina soltanto a cosa avrebbe potuto assomigliare in un battistero illuminato soltanto da candele, con i suoi straordinari capelli dorati che l'avrebbero fatta apparire come una visione mistica!

Donatello, con questo capolavoro, influenzò pesantemente la realizzazione di altre Maddalene nella seconda metà del 15° secolo: figure simili, ma molto meno drammatiche possono essere annoverate tra le opere di Desiderio da Settignano (finita da Giovanni d'Andrea) in Santa Trinita (#9 di seguito) e di Don Romualdo da Candei ad Empoli.

3. Bargello - Il Vecchietta - San Bernardino da Siena e Andrea del Verrocchio - Crocifisso

Lorenzo di Pietro detto Il Vecchietta - San Bernardino da Siena (presente alla mostra)

1460-1464

Lorenzo di Pietro, conosciuto soprattutto come scultore, stava sicuramente mostrando le sue capacità pittoriche quando decise di firmare la parte inferiore di quest'opera come pittore. Scolpita nel legno di un noce, la statua era, in origine, di proprietà della confraternita di San Bernardino e fu venduta al Bargello nel 1908 dall'orfanotrofio di Narni. Il Vecchietta era entrato in stretto contatto con Donatello quando il maestro si trovava a Siena, influenza che può essere ritrovata nella solida monumentalità della figura, nell'espressione facciale e nel drappeggio degli abiti, così come nella rotondità del viso dei cherubini ai piedi dell'anziano San Bernardo.

Il Crocefisso del Verrocchio (non presente alla mostra)

1475 circa

Il Crocifisso arrivò al Bargello dalla Confraternita di San Girolamo e San Francesco Poverino ubicata in Piazza SS Annunziata; composto da due sezioni di legno di tiglio, è stato scavato, scolpito e riassemblato. La testa è fatta di sughero, come quella del Pollaiolo in San Lorenzo (#7 di seguito); il restauro del 1994 ha rivelato che l'abito, inzuppato nel gesso, ha lettere dorate scritte in alfabeto Cufico.

4. Santa Croce -  Donatello - Crocifisso (presente alla mostra)

1407-1408 circa

Si trova in un luogo che, solitamente, rimane un pò lontano dai gruppi di visitatori, nel transetto sinistro dietro alle grate della Cappella di San Ludovico, dove è arrivato intorno al 1570, dopo un restauro ad opera di Giorgio Vasari; prima di tale data, si dice fosse ubicato a metà della chiesa e prima ancora, sembra che si trovasse in un altare della 4° cappella a sinistra dell'altare principale.

La parte più interessante di questa statua è data dalla presenza di due braccia mobili rese possibili da due grandi viti ruotanti sulle spalle, il che ci indicano che il Cristo veniva tirato giù dalla croce durante le festività del periodo pasquale. 

Il crocifisso, bello ma non tra i più significativi di Donatello, è stato comunque reso famoso dalla storia raccontata dal Vasari nelle biografi del Brunelleschi e di Donatello. Quest'ultimo, da giovane - sui vent'anni - era molto orgoglioso di sè e, non appena finita l'opera, domandò al suo buon amico Brunelleschi cosa ne pensasse; questi non sembrò esser particolarmente entusiasta alla vista dell'opera e rispose che Donatello aveva messo sulla croce il corpo di un contadino al posto di quello di Cristo. L'artista, profondamente offeso da questo commento, sfidò l'amico a fare di meglio ed il risultato di questa sfida è il crocifisso che puoi ammirare in Santa Maria Novella, di fronte al quale Donatello non potè che ammettere la sua sconfitta e dichiarare che il Brunelleschi era più adatto a scolpire il Cristo, mentre lui i contadini.

Il Brunelleschi quasi sicuramente si riferiva alle proporzioni irregolari del corpo, realizzato con un busto grande ed un petto troppo piccolo a confronto, oltre ad una fronte troppo alta, ma sicuramente l'espressione facciale di sofferenza estrema non è quella di un contadino.

5. S. Ambrogio - Leonardo del Tasso e Filippino Lippi e collaboratori - San Sebastiano (presente alla mostra)

1500 circa

Leonardo del Tasso, che lavorò nella bottega di Benedetto da Maiano, scolpì il tabernacolo in legno insieme a San Sebastiano per la cappella di  famiglia in Sant'Ambrogio, con la nicchia soprastante dipinta dalla bottega di Lippi. La statua ed il tabernacolo in legno erano già stati notati per la loro bellezza e la snellezza della scultura, figura dallo stile classico con i riccioli pressochè perfetti. Il tabernacolo serve da cornice alla scultura, una delle prime opere a mostrare una sorta di completezza monumentale all'interno di un contesto architettonico.

6. SS Annunziata - Giuliano da Sangallo e Antonio da Sangallo "il Vecchio" - Crocifisso (presente alla mostra)

1481-1482

Ritorno al 15° secolo, quando si discuteva principalmente su "quale fosse l'arte più nobile tra la scultura e la pittura" e quando il Vasari considerava la seconda vittoriosa sulla prima, premesso che - al contrario - il testo di Francesco Bocchi del 1592 dichiarava che le due opere più eccelse in SS Annunziata erano il crocifisso di Antonio da Sangallo ed il Cristo del Bandinelli, due sculture di cui una in marmo e l'altra in legno. Il Crocifisso era appeso all'altare principale, insieme ad altre opere del Perugino e di Lippi, ma poco a poco l'altare fu smontato ed il crocifisso, inizialmente, finì in una stanza laterale dove fu conservato l'argento, e riportato in chiesa solo negli anni 50 del secolo scorso, nella seconda cappella della navata destra. Nonostante a furor di popolo l'intero lavoro sia stato attribuito ad Antonio, parte dell'opera risulta esser opera anche di Giuliano, grazie a della documentazione che attesta che egli ricevette la maggior parte dei pagamenti per la commissione. Molto probabilmente, Antonio realizzò la gran parte dei lavori sotto la supervisione del fratello maggiore.

7. Basilica di San Lorenzo - Antonio del Pollaiolo - Crocifisso (presente alla mostra)

1470-1480 circa

Questa meravigliosa scultura, pressochè nascosta in una cappella non molto visitata e ubicata nel transetto destro all'interno della Basilica di San Lorenzo, fu realizzata assemblando vari strati di sughero uniti tra loro con ganci e spago, poi scolpito con un sottile strato di gesso ed infine completamente dipinto. Ancora oggi, lo strato di pittura che possiamo ammirare è quello originale del 15° secolo, così come la croce e la sottile veste blu; considerando la sua fragilità, il fatto che si sia conservato così in ottimo stato può essere ritenuto quasi un miracolo, dato che le uniche parti che, nel corso dei secoli, sono state ritoccate sono le dita delle mani e dei piedi.

L'ultimo - ovvero il più recente - restauro a cui è stato sottoposto il crocifisso risale al 2014, quando fu portato a Milano in occasione di una mostra sui fratelli Pollaiolo, di cui divenne la punta di diamante. I materiali leggeri utilizzati per la sua realizzazione sono legati all'uso per cui era previsto: essere trasportato durante le processioni religiose. All'inizio ubicato in una chiesetta di via San Gallo, passò, poi, nelle mani di privati per poi essere donato - nei primi del 19° secolo, a San Lorenzo.

Da non farsi scappare la posa ed il busto atletico del Cristo, in contrapposizione alla tragica maschera a cui è stata ridotta la faccia: zigomi sporgenti, occhi infossati, labbra grosse chiuse sopra i denti.

8. Basilica di Santa Maria Novella - Filippo Brunelleschi - Crocifisso (non presente alla mostra)

1410-1415 circa

Il Crocifisso del Brunelleschi è stato il capolavoro di tutti i crocifissi rinascimentali, almeno fino alla comparsa sulle scene di Michelangelo: si trattava, infatti, della prima figura "moderna" nella storia dell'arte italiana (non più, quindi, una rappresentazione in stile gotico). Nobile e, allo stesso tempo, naturale, dalle proporzioni perfette, libero dalle tradizionali convenzioni a partire dall'abito della zona lombare che non è più intagliato, ma un vero e proprio pezzo di tessuto posizionato sopra la figura nuda. 

Fu immediatamente preso come modello dal Masaccio e da Michelozzo, a cui si riferirono per realizzare le proprie opere: si dice che il Brunelleschi scolpì il crocifisso accettando una sfida con il suo amico Donatello (qualche paragrafo più in alto puoi leggere la storia completa). Si tratta dell'ultima scultura in legno rimasta dell'artista dopo che la sua Maddalena fu distrutta in un incendio in Santo Spirito nel 1471.

Il crocifisso rimase nella bottega del Brunelleschi fino al 1445 e forse fu donato dallo stesso artista ai Dominicani di Santa Maria Novella.

9. Santa Trinita - Desiderio da Settignano - Maddalena (presente alla mostra)

1458-1459 // prima1499

Questa inquietante Maria Maddalena fu cominciata da Desiderio da Settignano ma completata da Giovanni d'Andrea (un artista che lavorò con Andrea del Verrocchio) solo verso la fine del secolo. Nonostante l'opera ricordi per alcuni aspetti quella di Donatello custodita all'interno del Museo dell'Opera del Duomo, ve ne sono altri - come la posa più elegante - che si avvicinano ad un'altra scultura, forse a quella di Maria Maddalena realizzata dal Brunelleschi e persa nell'incendio di Santo Spirito sopra citato. Oggi, l'opera si trova all'interno della Cappella Spini nella navata sinistra della chiesa di Santa Trinita.

10. Chiesa di Santo Spirito - Michelangelo - Crocifisso

1493 circa

Si tratta di uno dei primi lavori di Michelangelo, ubicato all'interno della sacrestia, sulla sinistra rispetto all'entrata della chiesa. Realizzato in legno di tiglio, il crocifisso fu fatto per Santo Spirito, subito dopo la morte di Lorenzo il Magnifico e posizionato vicino all'altare maggiore quando Michelangelo divenne un ospite del convento. Fu spostato solo nei primi del XVII° scolo, quando fu costruito un nuovo altare per una cappella laterale, e poi di nuovo all'interno dello stesso convento, dove nessuno poteva preoccuparsi della sua collocazione. Con il passare degli anni, i frati non riuscirono più a ricordare quale fosse il crocifisso di Michelangelo: furono esaminati tutti quelli presenti all'interno della chiesa per cercare di identificare quello del grande artista toscano, ma non fu riconosciuto fino gli anni 60 del secolo scorso!

Molti hanno contestato il fatto che si trattasse di un'opera di Michelangelo, considerato il fatto che il corpo rappresentato era quello di un giovane ragazzo, fragile e dolce, e che il materiale usato fosse legno, non molto spesso citato come uno dei preferiti dall'artista; nonostante queste teorie, il crocifisso è stato ufficialmente riconosciuto come la prima opera "pubblica" di Michelangelo vista la sua collocazione importante presso l'altare maggiore della chiesa.

11. Oratorio di S. Sebastiano (detto dei Bini) - Artista vicino a Donatello - Crocifisso (presente alla mostra)

1410-1415 circa

Questo è stato uno dei crocifissi di maggior impatto emotivo presente alla mostra: ottime caratteristiche espressive e proporzioni anatomiche ben studiate, tanto che Magrit Lisner, una studiosa d'arte tedesca che si dedicò allo studio dei crocifissi lignei fiorentini negli anni sessanta dello scorso secolo, ritenne l'opera importante tanto quanto i crocifissi di Donatello e del Brunelleschi per la sua qualità, l'invenzione e la creazione. Da notare le braccia fissate con dei ganci per renderle mobili, il che significa che il Cristo veniva tirato giù dalla croce in occasione delle celebrazioni per la Settimana Santa. E', inoltre, completamente intagliato, sia sul davanti che sul dietro della testa e del corpo, mentre la maggior parte dei crocifissi, destinati a rimanere sempre sulla croce, non vengono generalmente sviluppati in modo così completo nella parte posteriore. Il crocifisso si trova sulla contro-facciata dell'Oratorio di San Sebastiano, dove è custodia una piccola ma importante collezione di opere sacre, aperta dal dicembre del 2002. Ti invitiamo caldamente a visitare questo piccolo museo e ad ammirare il crocifisso - dopo aver visto anche gli altri - in modo da poter testimoniare il forte impatto emotivo di quest'opera, nonostante non sia frutto di un grande nome tra gli artisti rinascimentali. 

12. Chiesa di San Niccolo Oltrarno - Michelozzo - Crocifisso (presente alla mostra)

1435 circa

Riscoperto soltanto 50 ani fa, questo crocifisso fu sommerso per metà dall'inondazione del 1966 e costretto ad attendere ben 20 anni prima di essere sottoposto a restauro. Ecco perchè è tornato nella sua posizione originale solo di recente, nel secondo altare alla destra nella navata di San Niccolò, il cui contesto originale fu realizzato nel 1584 dalla famiglia Cavalloni, i cui antenati erano legati a Donatello. Si dice persino che Michelozzo abbia preso a modello quest'opera, con le braccia piegate ad angolo in modo simile al Crocifisso di Donatello a Padova, i palmi aperti, il busto prominente ed i capelli scomposti in modo quasi selvaggio.


Autore: Lourdes Flores

Sono americana (dalla California) e vivo a Firenze da più di 10 anni. Mi piace esplorare e scoprire tanti angoli di Firenze e della Toscana rimasti nascosti. Mi piace condividere le mie esperienze e fornire aiuto sul Forum rispondendo alle domande dei turisti (sopratutto stranieri) che stano programmando la loro vacanza in Toscana. Se avete delle domande, postategli li'!



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