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Il Cenacolo di Santa Apollonia

Il cenacolo opera di Andrea del Castagno

Detail of Cenacolo from Sant'Apollonia in Florence, uscany

A pochi passi da Piazza San Marco e dall’affollata Galleria dell’Accademia si trova uno dei tesori di Firenze.

Questo gioiello è stato per secoli custodito gelosamente dalle monache benedettine fino all’Ottocento, quando fu svelato alla città solo dopo le soppressioni conventuali,  passando infine al demanio nel 1866.

Si tratta del primo cenacolo rinascimentale di Firenze, dipinto all’interno del convento di Sant'Apollonia, abitato dalle suore di clausura benedettine fin dal 1339.

La struttura divenne una delle piu’ grandi della città, grazie agli ampliamenti del 1440 con l’aggiunta di un chiostro e di un refettorio.

Propro in quest’ultima sala rettangolare con soffitto a cassettoni, illuminata da finestre sulla parete destra, fu chiamato a lavorare Andrea del Castagno nel 1447.

L'Ultima Cena è dipinta come se si stesse svolgendo sotto un loggiato coperto da una tettoria. Quest’illusione prospettica, mirabilmente studiata nei dettagli, è priva di parete anteriore, in modo da permettere allo spettatore di partecipare alla scena dall’esterno.

L'ambientazione è curata nei minimi dettagli: le tegole del tetto viste frontalmente, al soffitto che alterna quadrati bianchi e neri, i sedili su cui poggia un manto elegante, il fine tovagliato che scende dalla tavola e gli oggetti in vetro finemente contornati in bianco. Tutto è inquadrato attraverso attenta prospettiva, studiata per un punto di osservazione centrale all’interno del refettorio.

I discepoli si stagliano su un drappo verde petrolio intessuto di motivi floreali, sedendo attorno ad una tavola elegantemente imbandita, che marca la scena orizzontalmente con il suo candore. Solo un personaggio vestito in abito vinaccia siede su un panchetto oltre la tavola, più vicino allo spettatore.

E’ ben identificabile come Giuda, raffigurato nel gruppo centrale dei personaggi di fronte al Cristo, dipinto mentre si appresta ad intingere il pane nello stesso piatto cristallino. E’ questa la scena dove converge l’attenzione, marcata dal pannello screziato sullo sfondo che risalta su tutti gli altri riquadri circostanti. Quattro personaggi, quattro espressioni, diverse simboliche gestualità.

Mentre i panneggi delle vesti sono morbidi e con profonde pieghe, le fisionomie che ritrae Andrea del Castagno sono decise, forti, talvolta aspre, come quella di Giuda, piu’ vicina ad un satiro, marcato con una forte connotazione. Accanto a Cristo benedicente si ritrova l’apostolo più giovane, Giovanni, ricurvo sul tavolo e con gli occhi chiusi. Pietro invece è al fianco destro di Gesù, a sottolineare il legame con la futura comunità cristiana.

Per riconoscere gli apostoli, allineati attorno alla tavola, basta notare il gradino sul quale poggia la tavola, ai piedi della quale sono dipinti i nomi. Solo Giuda siede su uno sgabello che poggia al di sotto di questo piano, prefigurando la sua dannazione.

L'affresco dell’Ultima Cena offre grande respiro, occupando l'intera parete ovest del refettorio: al di sopra si trova un registro con colori piu’ tenui che narrano tre scene, scandite nettamente dalle due finestre e accompagnate da angeli in volo.

Da sinistra si riconoscono la Resurrezione di Cristo, vittorioso con vessillo crociato, la Crocifissione al centro e infine la Deposizione. Questi affreschi erano stati a lungo coperti da intonaco bianco che aveva molto indebolito la trama pittorica originale.

Nel 1953 fu deciso di staccare e restaurare questo registro perché si stava deteriorando a causa dell'umidità, e in quell'occasione furono trovate le sinopie, oggi collocate sulla parete opposta.

Questi affreschi sono caratterizzati da tonalità più tenue per via dell'ambientazione esterna, avvolta da una luce cristallina.

E’ interessante notare come nel registro degli angeli si riconoscono alcune suddivisioni del lavoro di pittura in “giornate”, visibili come linee di colore sullo sfondo.

Di questo cenacolo mi hanno sempre colpito la fierezza dei volti e la forza espressiva che amanano. La concezione dello spazio è chiara, abbraccia ognuno di noi in questo spettacolo di colore.

Con Andrea del castagno si volta pagina, benvenuti nei cenacoli del Rinascimento fiorentino.


Autore: Elena Fulceri

Fiorentina di nascita, giramondo per necessità. Di professione Guida Ufficiale di una città densa di tesori, per passione fotografa e sommelier in training. Tesi in pedoarcheologia, licenza ufficiale di guida conquistata per condividere storie e angoli autentici meno battuti. Arte e Bellezza come Bene da rendere accessibile a tutti, con semplicità e spirito di curioso fin da bambini. Il mio motto? Firenze-su-misura per ogni età e occasione speciale!



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