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La Basilica di Santa Croce

Santa Croce, ricostruita per l'ordine francescano nel 1294 da Arnolfo di Cambio, è il luogo di sepoltura dei grandi e potenti di Firenze: Michelangelo, Rossini, Macchiavelli ed il pisano Galileo Galilei, che fu condannato dall'Inquisizione e che, quindi, non poté avere una sepoltura cristiana fino al 1737, ovvero 95 anni dopo la sua morte. Vi è anche un monumento commemorativo a Dante, ma il suo sarcofagoo è vuoto (è stato sepolto a Ravenna, dopo il suo esilio da Firenze).

Santa Croce ospita letteralmente un immenso patrimonio artistico: gli affreschi (1380) di Gaddi nella Cappella Maggiore raccontano la storia della "santa croce", mentre i bellissimi affreschi di Giotto nelle cappelle dei Bardi e Peruzzi illustrano scene della vita di San Francesco e San Giovanni l'Evangelista. Un insolito rilievo, l'Annunciazione, in pietra serena dorata di Donatello, arricchisce la navata destra della basilica. Vi è anche un monumento commemorativo al drammaturgo del XIX° secolo Giovanni Battista Niccolini a sinistra dell'entrata, che si ritiene sia stato di ispirazione per la Statua della Libertà.

Di seguito ti offriamo una mini guida in cui abbiamo messo in evidenza gli aspetti più rilevanti della basilica. Per ulteriori informazioni, orari di apertura e costo del biglietto, dai un'occhiata al menù laterale.

La chiesa di Santa Croce fu duramente colpita dall'inondazione del 1966, una targa mostra il livello che raggiunsero le acque dell'Arno in quella tragica occasione.

La più grande basilica francescana

Santa Croce fu riconosciuta come una delle chiese più importanti di Firenze. Prima di addentrarci all'interno per scoprirne le meraviglie, ecco qualche data da cui cominciare:

La struttura originale risale al 1212 quando San Francesco d'Assisi visitò Firenze, per poi stanziarsi in città con un gruppo di seguaci, scegliendo un'area inospitale e paludosa proprio fuori dalle mura. Questa base architettonica originale fu riscoperta solo dopo l'inondazione del '66.

La costruzione dell'edificio attuale fu cominciata il 3 maggio del 1294 o 1295 (l'anno non è certo) e ci vollero diversi anni per finirlo. 

L'esterno della chiesa è ricoperto con una facciata in marmo policromo aggiunta nel 1863 e finanziata dal benefattore inglese Sir Francis Sloane. Si affaccia su Piazza Santa Croce, dove si tiene ogni anno uno degli eventi più folcloristici della città, il Calcio Storico Fiorentino.

Campanile

Il sasso di Santa Croce 

Sfoggiando il loro solito sfacciato senso umoristico, i fiorentini si sono spesso riferiti al campanile, che è stato lasciato incompiuto per oltre 100 anni, come a "il sasso". Alto più di 78 metri, è ubicato alla destra della chiesa all'interno del chiostro. Il campanile originale costruito sopra l'abside della chiesa cadde nel 1512 e Francesco da Sangallo fu incaricato di progettarne uno nuovo, ma ben presto dovette fermarsi per la mancanza di fondi; rimase, così, incompiuto fino al 1800, quando fu finalmente terminato.

Cripta

Riscoperta dopo l'inondazione del 1844 ed usata come deposito fino al 1930, quando fu deciso di crearvi un sacrario per i martiri della guerra. Gli interventi per trasformare le fondamenta in un reliquario furono affidati nel 1934 ad Alfredo Lensi.

16 Cappelle

Vi sono 16 cappelle di famiglia che compongono la Basilica di Santa Croce, considerata la più grande chiesa francescana del mondo e, secondo la leggenda, fondata direttamente da San Francesco in persona. Solitamente, le famiglie benestanti si facevanno costruire in loro onore delle cappelle commemorative, che poi venivano decorate all'interno (spesso per riappacificarsi con la chiesa o cercare perdono per i peccati che non erano intenzionati a smettere di commettere) e dedicate ad un santo. Di seguito ti proponiamo alcune delle più famose.

Presbiterio

Dietro all'altare principale, si trova l'opera di Agnolo Gaddi (c.1350-1396), un ciclo di affreschi dedicato alla Leggenda della Vera Croce, ovvero quella che parla del legno del giardino dell'Eden che divenne poi la croce sulla quale fu crocefisso Gesù, secondo le storie raccontate nel libro della Leggenda d'Oro. Questo libro cerca di mettere insieme i racconti tradizionali di tutti i santi venerati al momento della sua stesura (1280), e veniva consierato un "best seller" medievale, eguagliando le vendite della stessa Bibbia. La storia assomiglia ad una sorta di fumetto odierno, i cui blocchi di immagini possono essere letti a partire dall'alto della parete destra fino a scendere verso il basso.

Cappella Bardi di "Mangona" o "Vernio"

Situata alla sinistra del presbiterio, questa cappella raffigura le opere di San Silvestro, consacrato vescovo di Roma ed in seguito divenuto Papa, carica che ricoprì per ben 21 anni (dal 31 gennaio 314 alla sua morte nel 335). Il pontificato di San Silvestro coincise con il lungo impero di Costantino I e con il periodo in cui si muovevano i primi passi dal paganesimo al cristianesimo. L'affresco riuscirà a catturare la tua attenzione con i suoi colori ed i numerosi personaggi, ma soprattutto lo farà il Crocifisso di Donatello, comunemente denominato L'Agricoltore per via dell'aspetto da rude contadino della figura dl Cristo.

Cappella Castellani

All'interno di queste pareti benedette si tovano cappelle, monumenti, targhe e tombe che commemorano un'ampia varietà di personaggi che hanno lasciato il loro segno passando da Firenze. In particolare, la Cappella Castellani rende omaggio a Luisa di Stolberg-Gedern,

che ridefinì i limiti dei ruoli sessisti nel 18° secolo rinunciando al titolo di principessa ed ai benefici a lei offerti dalla posizione della famiglia di suo marito, per fuggire dagli abusi domestici a cui era sottoposta, usando gli accordi finanziari della sua separazione legale per dar vita ad un circolo culturale all'interno della sua nuova casa con il suo amante italiano. 

Il suo monumento a Santa Croce le assicura, poeticamente, vita eterna con il suo amante fiorentino, che giace tra Michelangelo e il Machiavelli.

La cappella Baroncelli 

A qualcuno questo nome può ricordare la cospirazione dei Pazzi, un crimine così orrendo da esser ricordato come uno di più efferati della storia fiorentina. Bernardo Baroncelli piantò un pugnale nel petto di Giuliano de' Medici durante la messa nella Cattedrale di Firenze. Ma quest'evento è avvenuto anni dopo la scultura di Giovanni di Balduccio (c. 1290 - dopo 1339), realizzata per la tomba della potente famiglia Bandini Baroncelli.

E', con tutta probabilità, l'opera di Taddeo Gaddi (c. 1290 - 1366) a colpirti maggiormente: La Vita della Vergine. Gaddi fu un fedele studente di Giotto e da lui riprese le forme delle espressioni per i colori e per i movimenti, a cui aggiunse un tocco di sperimentazione personale sotto forma di "contesti architettonici" o ciò che potremmo definire "natura morta"; il suo stile era un mix di Giotto e ciò che egli usava per:

rendere la prospettiva degli edifici e la realizzazione degli oggetti tridimensionali, come le finte nicche con gli oggetti liturgici …

Cappella Peruzzi 

Quest'opera d'arte, prima perduta e poi ritrovata, è importante tanto quanto la famiglia che l'ha commissionata, la Peruzzi, la stessa che ebbe il controllo sulla banca Peruzzi, "la seconda più grande di tutta Europa, con 15 filiali dal Medio Oriente fino a Londra", prima che i Medici cominciassero la loro scalata al potere. L'artista, Giotto, umile contadino del Mugello, con il suo stile rivoluzionario, tracciò una linea di confine con l'arte e gli artisti prima di lui, rompendo gli schemi tradizionali bizantini ed introducendo una nuova tecnica pittorica, che attingeva dalla vita di tutti i giorni. La cappella

fu dedicata a San Giovanni Battista e San Giovanni l'Evangelista. Il dipinto che decora le pareti era la prima opera di Giotto a Santa Croce e si suppone che sia datato tra il 1317 e il 1320

Gli affreschi si trovano nella seconda cappella alla destra del presbiterio; a causa di un diverso modo di applicare i colori, l'affresco non si è conservato bene come gli altri; il ciclo rappresenta le storie parallele di San Giovanni Battista sulla parete sinistra e di San Giovanni l'Evangelista su quella destra.

Cappella Bardi

Situata tra il presbiterio (la cappella principale) e la cappella Peruzzi, questa è stata decorata, a sua volta, da Giotto, con affreschi dedicati alla vita di San Francesco, divisi in sei episodi. Così come è successo per la vicina Cappella Peruzzi, le opere del grande maestro furono coperte nel 18° secolo, riscoperte nel 19° secolo e poi rilavorate, secondo la tendenza dell'epoca. Gli odierni lavori di ristrutturazione cercano, con un approccio del tutto diverso, di recuperare il più possibile di ciò che rimane degli affreschi originali, anzichè ricreare ciò che si pensa giacesse al di sotto del successivo strato di pittura.

Giotto rappresenta solo 7 scene della vita del santo qui, e la narrativa si sviluppa in un modo del tutto insolito. La storia ha inizio sulla parete sinistra superiore con San Francesco che rinuncia alle vesti davanti a suo padre; continua sulla parete superiore destra con l'Approvazione della Regola Francescana, si sposta sulla parete inferiore destra con la Prova del Fuoco e di nuovo dall'altra parte della cappella sulla parete sinistra con l'Apparizione ad Arles; prosegue verso il basso sulla parete sinistra con la morte di San Francesco e, di nuovo sulla destra, per la Visione Postuma di Fra Agostino ed il Vescovo di Assisi.

Sacrestia

Questa è la stanza in cui il sacerdote si prepara al servizio, ovvero alla santa messa, e dove tiene sia le sue vesti che tutto il necessario per l'espletamento della funzione.

Chiostro

all'interno del complesso ve ne sono addirittura tre

Santa Croce ospita ben tre chiostri - "cortile interno di conventi o chiese, delimitato ai lati da un porticato o da un loggiato", ognuno costruito in un diverso periodo temporale. Questo spazio veniva isolato dalla frenetica vita cittadina e dalle responsabilità dei monaci all'interno della chiesa: era un luogo ideale per pregare e meditare in assoluto silenzio.

Chiostro di Arnolfo: conosciuto anche come chiostro della morte, dato che ospita diverse tombe. Il cimiterio divenne, in seguito, un giardino circondato dai classici cipressi (oggi rappresenta l'uscita del percorso di visita della chiesa). Fu costruito da Arnolfo di Cambio, lo stesso che realizzò il Castello di Poppi e la pianta di Palazzo Vecchio

Primo Chiostro: progettato dal Brunelleschi, lo stesso che progettò e supervisionò la costruzione della cupola del Duomo, anche se fu completato soltanto diversi anni dopo la sua morte. 

Si tratta di uno degli edifici più armoniosi del Rinascimento fiorentino e non è affrescato, bensì decorato con rosoni in terracotta vitrea, realizzati da Luca della Robbia e dai suoi seguaci. 

Il chiostro più antico si trova ai piedi del campanile.

Cappella Pazzi

uno spazio perfetto dalle proporzioni armoniose

La cappella, usata come sala capitolare dai frati di Santa Croce, è preceduta da un atrio, una sorta di ingresso, supportato da sei colonne corinzie ubicate accanto all'arco centrale. Ha una forma rettangolare che contiene una sala quadrata, coperta da una cupola a forma di ombrello, e due lati dello spazio rimanente coperti, oguno, da una volta a botte con finestre circolari.

...qui si trova la quintessenza del Brunelleschi [...] la cappella non è grandissima, ma sembra contenere al suo interno i quattro angoli della terra...

Tombe & Cenotafio

Con così tanti aspetti che rendono questa chiesa davvero unica e speciale (le opere d'ate, l'architettura, la storia), forse la sua reputazione è legata al fatto di esser diventata il luogo dell'eterno riposo di molti dei personaggi importanti nel corso della storia fiorentina e, forse, è proprio questo che la distingue dalle altre chiese della città. 

Comunque, fu solo con la costruzione della tomba di Michelangelo che la basilica divenne il luogo prescelto di sepoltura dei più grandi nomi italiani, guadagnandosi, così, il titolo di "Tempio dell'Itale Glorae, Pantheon delle glorie italiane". 

Michelangelo Buonarroti

Posizione: entrata principale, sulla destra all'inizio della navata laterale

Secondo la leggenda, il maestro del Rinascimento scelse questo luogo per la sua sepoltura così che la prima cosa che avrebbe visto il Giorno del Giudizio, quando si sarebbero spalancate le tombe dei morti, sarebbe stata la cupola del Brunelleschi attraverso le porte aperte di Santa Croce. 

Il luogo di sepoltura di Michelangelo fu costruito tra il 1564 e il 1574, progettato da Giorgio Vasari. E' circondato da tre statue allegoriche che rappresentano i suoi punti di forza artistici: la Pittura (di Giovan Battista Lorenzi), la Scultura (di Valerio Cioli) e l'Architettura (di Giovan Battista Lorenzi), tutte e tre rappresentate in lutto. Michelangelo morì a Roma nel 1564, lontano chilometri da Santa Croce, ma ciò non fermò i suoi seguaci che, a quanto pare, rubarono i suoi resti in modo che potessero essere sepolti a Firenze.

Dante Alighieri

Posizione: entrata principale, navata laterale destra

Questo incredibile poeta toscano fu esiliato da Firenze per le sue attività politiche nel 1302 e non gli fu mai permesso di far ritorno. E, nonostante i fiorentini reclamino ancora le sue spoglie, non lo hanno ancora perdontato per la sua "indiscrezione". Questa non è esattamente una tomba, ma un cenotafio: una tomba vuota o un monumento eretto in onore di una persona - o gruppo di persone - i cui resti si trovano altrove.

Niccolò Machiavelli

Posizione: entrata principale, circa a metà della navata laterale destra

Un altro cittadino che cercò di sconvolgere la città che gli diede una casa ed una carriera (come Dante). Nonostante Macchiavelli morì nel 1527, la sua tomba non fu costruita fino al 1787, un pò come successe al suo famoso libro "Il Principe", che non fu pubblicato fino a più di 10 anni dopo la sua morte. Reca la scritta “Tanto nomini nullum par eulogium,” ovvero "A tanto nome, nessun elogio adeguato".

Galileo Galilei

Posizione: entrata principale, sulla sinistra

Nonostante non sia nativo di Firenze, è qui che trascorse l'ultima parte della sua vita, sotto la protezione dei Medici, in particolare di Cosimo II, che divenne suo grande amico. Furono i suoi studi sul moto della terra intorno al sole che gli crearono non pochi problemi, persino al momento della morte, quando non gli permisero di avere una sepoltura cirstiana. Il suo monumento funebre non fu costruito fino al 1737, quando i suoi resti furono finalmente accolti all'interno della chiesa. 

Museo

Una collezione di opere d'arte che rende omaggio ai capolavori di Firenze, dalle ceramiche dei Della Robbia agli affreschi di Jacopo Ligozzi, Andrea Orcagna e le opere indiscutibili di Donatello.

Guarda le foto della Chiesa di Santa Croce! »


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 24 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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