Itinerario Michelangiolesco alla Scoperta delle Opere di Michelangelo a Firenze

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Sulle tracce di Michelangelo

Pochi artisti hanno lasciato un segno così profondo e duraturo nella storia dell'arte come il grande Michelangelo Buonarroti.

Firenze conserva moltissimi suoi capolavori. Andare alla scoperta della città di Michelangelo significa ripercorrere le tappe della sua esperienza artistica, visitando luoghi indissolubilmente legati alla sua memoria.

Di seguito troverete i vari luoghi in cui sono conservati i capolavori fiorentini michelangioleschi. Il percorso proposto vi farà scoprire sia alcune delle opere più famose del grande artista sia alcuni dei monumenti più importanti di Firenze. Questo itinerario può essere diviso in due giorni ed è sicuramente molto piacevole da percorrere a piedi.

Prima tappa: CASA BUONARROTI

Per capire bene l'evoluzione stilistica di Michelangelo a Firenze partiremo da Casa Buonarroti, nel vivace e pittoresco quartiere di Santa Croce.
Casa Buonarroti non è il luogo dove visse Michelangelo. Il palazzo fu fatto edificare dall'amato nipote Leonardo e passò di generazione in generazione fine all'estinzione della famiglia.
Custodisce le prime opere del grande artista, scolpite poco più che ventenne: la Battaglia dei Centauri e la Madonna della Scala. La prima non sarebbe stata possibile senza la conoscenza della statuaria classica che il giovane aveva modo di studiare nel Giardino di San Marco. La seconda è un chiaro omaggio al grande Donatello.

Immaginare quello che era pressoché un ragazzino, intento a creare questi due capolavori, è qualcosa di emozionante.

Seconda tappa: SANTO SPIRITO

E vi emozionerà ancor più un altro luogo particolare, legato al giovane Buonarroti per diversi motivi: la chiesa Santo Spirito.
Situata nel popolare quartiere di Oltrarno, tra le chiese rinascimentali più belle di sempre, fu il luogo dove il giovane trovò alloggio dopo la morte del suo protettore Lorenzo il Magnifico, avvenuta nel 1492.
In questo luogo gli fu accordato dal Priore il permesso di dissezionare i cadaveri provenienti dall'ospedale della chiesa e l'artista, per riconoscenza, scolpì un pregevole Crocifisso ligneo nel 1493. Il fragile corpo di Cristo sembra essere quello di un adolescente, una sorta di allegoria della debolezza di fronte alla morte terrena sicuramente ispirata ai cadaveri di giovani che si trovò a studiare nell'ospedale.

Terza tappa: BARGELLO

Dopo i tumulti che portarono i Medici all'esilio nel 1494, Michelangelo parte per Roma. Durante questo primo periodo romano scolpisce la celebre Pietà di San Pietro e il Bacco oggi custodito nel museo del Bargello a Firenze, nostra terza tappa alla scoperta di Michelangelo. Sempre al Bargello si possono ammirare altre sculture di Michelangelo, di periodi diversi, come il Bruto, il Tondo Pitti e il David/Apollo.

Quarta tappa: ACCADEMIA

Di ritorno a Firenze a partire del 1501, Michelangelo crea alcuni dei suoi più famosi capolavori: ad esempio il celeberrimo David, al museo dell'Accademia.
All'Accademia troviamo inoltre la statua del San Matteo, concepito per il Duomo di Firenze più o meno nello stesso periodo e sempre qui si possono ammirare le celebri statue dei Prigioni, previste per il primo progetto della tomba di papa Giulio II a Roma.

Quinta tappa: UFFIZI

Sempre del periodo fiorentino 1501-1504 è un altro capolavoro: il Tondo Doni (alla Galleria degli Uffizi), sua primo dipinto ed unica opera esposta agli Uffizi.

Sesta tappa: PALAZZO VECCHIO

Il Genio della Vittoria è un'altra statua proveniente da una delle tante versioni della tomba di Giulio II ed è conservata a Palazzo Vecchio, nello splendido Salone dei Cinquecento.

Settima tappa: SAN LORENZO

Intanto, nel periodo 1515-1534 ben due membri della famiglia Medici diventano papi: Leone X e Clemente VIII, rispettivamente figlio e nipote di Lorenzo il Magnifico. Durante i loro pontificati Michelangelo riceverà l'incarico della costruzione della Sagrestia Nuova e della Biblioteca Laurenziana per il complesso della Basilica di San Lorenzo.

Ultima tappa: OPERA DEL DUOMO

L'ultima opera del nostro itinerario è la drammatica Pietà Bandini, scolpita a Roma intorno al 1550 per la sua tomba e oggi custodita a Firenze nel Museo dell'Opera del Duomo. Il gruppo scultoreo è uno dei più interessanti tra quelli presenti nel capoluogo toscano, sia per il forte pathos che comunica sia per l'autoritratto di Michelangelo nelle sembianze di Nicodemo, la figura maschile che sorregge il corpo esangue di Cristo con ai lati Maria e la Maddalena.

L’itinerario si conclude quindi in Piazza del Duomo. Per approfondire le varie vicende storiche che fanno da sfondo ai vari capolavori citati potete leggere l'articolo sulla biografia di Michelangelo Buonarroti, che vi fornirà ulteriori dettagli sulla lunga e travagliata vita del geniale artista.

Fabrizio de Lorenzo
DiscoverTuscany Team

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