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Il Museo dell'Opificio delle Pietre Dure

Un'eredità che risale alla Famiglia de' Medici

Nonostante il nome di questo museo si riferisca al laboratorio dove vengono lavorate le pietre per dar vita a creazioni incredibili, l'Opificio delle Pietre Dure ha assunto nel tempo un significato ben più ampio.

L'arte di intarsiare il marmo esisteva già prima del 1588, quando il Granduca Ferdinando I de' Medici fondò un laboratorio sovvenzionato dalla corte e specializzato in intarsi di pietre semi preziose, affinchè si formassero degli artisti altamente specializzati per la realizzazione della Cappella dei Principi all'interno della Basilica di San Lorenzo a Firenze, luogo dedito ad ospitare le spoglie dei membri della famiglia medicea.

Opificio delle Pietre Dure, example of commesso fiorentino

Che cos'è l'arte del "Commesso Fiorentino"?

Si tratta di una tecnica artistica conosciuta anche come "mosaico fiorentino", che consiste nel mettere insieme - facendoli combaciare come le tessere di un mosaico o i tasselli di un puzzle - pezzi intarsiati di marmo e pietre colorate semi preziose, per dar vita a figure, disegni, paesaggi: l'assemblaggio degli intarsi in base al colore, alle sfumature, alle ombre crea un effetto cromatico molto simile a quello raggiunto in pittura. Si tratta di una tecnica che, con il passare degli anni, crebbe di importanza e si può affermare senza dubbio che è un prodotto fiorentino al 100%, una tradizione di famiglia che oggi è custodita nelle sole mani dei Fratelli Traversari & di Renzo e Leonardo Scarpelli.

Opificio delle Pietre Dure

Quest'istituzione granducale è rimasta attiva per oltre tre secoli, rappresentando l'anima delle collezioni esposte all'interno del Museo. Con il passare del tempo, però, e delle varie fasi artistiche, dei cambiamenti nelle tecniche e delle commissioni per le decorazioni architettoniche, l'opificio si è trasformato, assumendo il ruolo di laboratorio addetto al restauro delle opere d'arte.

L'istituzione, conosciuta anche con la siglia OPD, costituisce una sezione autonoma dell'Istituto del Ministero del Patrimonio Culturale, "le cui attività operative, di ricerca e di formazione trovano espressione nel campo della conservazione delle opere d'arte".

L'OPD fu fondamentale durante l'inondazione del 1966 ed è considerato uno dei laboratori specializzati nel restauro di opere d'arte più importanti e rinomati al mondo - non solo per la sua eccellenza nell'intarsio delle pietre, ma anche per esser un punto di riferimento innovativo per la pletora di materiali.

L'esperienza dei maestri che qui lavorano spazia dalla tappezzeria e dai tappeti alle opere archeologiche in bronzo e all'armeria, dai dipinti alla carta ed alla pergamena, dalla pietra all'oro, dalle sculture in legno a quelle di terracotta, dai tessili ad, ovviamente, i mosaici e le pietre semi preziose. 

Opificio delle Pietre Dure in Florence, Italy

Cosa aspettarsi dal museo

L'organizzazione di questo museo è stata rinnovata nel 1995, quando le opere in esposizione furono ridisposte in base al tema, seguendo la logica progressiva dello sviluppo della tecnica del "commesso fiorentino", sia nella produzione che nell'aspetto. Anche gli uffici si occupano in minima parte di restauro in loco, così come presso le diverse sedi distaccate, ma non sono aperti al pubblico - anche se è possibile visitare i laboratori con un tour guidato.

All'interno del museo, troverai una sala con documentazione relativa alle varie opere realizzate durante le varie epoche, a partire da quella della famiglia de' Medici fino alla metà del 1800. Nel mezzanino del piano superiore, l'area è dedicata alle tecniche artigianali, con esposta una ricca collezione di campioni in pietra, tavoli da lavoro, strumenti vari ed alcuni esempi delle fasi di produzione dell'intarsio.

Il museo è piccolo ed alquanto contenuto, visitabile all'incirca in un'ora, ma le dimensioni non influiscono in alcun modo sull'interesse ed il fascino dell'arte e della tecnica qui rappresentate, in particolare per coloro che amano le pietre, i loro colori, la loro brillantezza e la natura espressiva che si cela dietro all'arte del commesso fiorentino.

Opificio delle Pietre Dure in Florence, Italy

Il piano terra del museo è suddiviso in sette aree generali che ti accompagneranno in un percorso alla scoperta di come quest'arte è nata, cresciuta e si è trasformata nel corso degli anni.

→ Nella prima parte è esposta la curiosità e la passione di Cosimo I per i marmi archeologici ed alcuni bellissimi esempi di opere d'arte che possono tranquillamente competere con i dipinti e le sculture. 

→ La costruzione della grande cappella funebre della famiglia de' Medici in San Lorenzo fu cominciata da Ferdinando I nel 1604 e in questo museo vi è una sezione dedicata ai disegni ed agli elementi decorativi non utilizzati di questa imponente opera, come i pannelli dell'altare del 1700.

→ Successivamente, sarai introdotto alla fase produttiva che utilizzava composizioni di fiori e nature morte come fonte di ispirazione, solitamente su sfondo nero in modo da far esaltare e far primeggiare la gamma di colori brillanti dei fiori e degli uccelli. Questa tecnica fu ampiamente utilizzata per la decorazione di mobilio ed arredo. 

→ Troverai, poi, esempi dello scultore Giovanni Battista Foggini (1652-1725) e di un intarsiatore di pietre semi preziose, Giuseppe Antonio Torricelli, che portò questa tecnica artistica ad un livello più avanzato, combinandola con elementi espressivi.

→ Non solo la famiglia de' Medici, ma anche i Gran Duchi Hapsburg-Lorraine (1737) lavorarono con orafi ed incisori, modificando i motivi naturalistici tradizionali su sfondo nero e sostituendoli con paesaggi e scene di genere, basandosi sui disegni di Giuseppe Zocchi.

 Vi è anche una piccola sezione dedicata alla “scagliola” una tecnica simile a quella dell'intarsio delle pietre ma molto più complessa (vedi la foto soprastante).

La tecnica della Scagliola consiste nel versare un impasto di gesso liquido, colla e pigmenti vari in una lastra di gesso precedentemente preparata ad intarsi, seguendo un determinato disegno. La spazzolatura finale della composizione con l'aiuto di collanti animali conferisce all'opera un aspetto simile a quello del marmo intarsiato. 

→ L'ultima sezione si colloca temporalmente alla fine del regno dei Granduchi nel 1859 quando, nonostante i tentativi di venire incontro alle nuove tendenze artistiche dell'epoca, sotto la supervisione del pittore Edoardo Marchionni, l'OPD si rivolse verso nuovi settori, focalizzati nel campo del restauro.

Al piano superiore potrai ammirare una collezione dei vari tipi di pietre, accompagnata dai loro nomi scientifici e dalle indicazioni di dove possono essere reperite nel mondo. Oltre a tutti i colori, troverai diversi esempi degli strumenti usati per tagliare e mettere insieme i vari pezzi di marmo, sia per la creazione di un'opera d'arte che per il restauro di una già esistente. 

Le aree dedicate al restauro sono sparse un pò in tutta la città, a seconda del tipo di materiale e dello spazio necessario. Se sbirci attraverso il cancello in ferro battuto che si affaccia sul cortile, potrai vedere alcune opere in attesa del proprio turno! I laboratori, comunque, non sono aperti al pubblico se non su richiesta o per tour privati ed organizzati.

Opificio delle Pietre Dure Restoration Workshop at Fortezza del Basso

Questo museo è dedicato ad una tecnica artistica che è nata e si è sviluppata a Firenze su richiesta di nuovi sbocchi artistici. Anche se non è tra i più famosi della città, ovunque tu guardi all'interno di chiese e palazzi storici troverai tracce ed esempi di questa complicata tecnica artistica, dai risultati strabilianti. Il museo è piccolo ma molto interessante, soprattutto se un giorno hai voglia di dedicarti a qualcosa di diverso dal solito.


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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