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MAF: alla scoperta del Museo Archeologico di Firenze

Mummie del periodo egizio, sarcofagi etruschi e sculture d'epoca romana

Nel visitare le sale ampie e spaziose, in stile molto contemporaneo, del MAF - il Museo Nazionale Archeologico di Firenze - riuscirai con difficoltà a capire che si tratta di uno dei musei più vecchi d'Italia. Non solo, ma questa collezione di manufatti e reperti storico-artistici è responsabile di un fenomeno a livello europeo: "la nascita dei musei come istituzioni statali collegate alla formazione delle nazioni moderne".

Il museo originale, ospitato nella solita area del "Cenacolo di Foligno" in via Faenza, fu inaugurato dal Re Vittorio Emanuele II il 12 marzo 1871. Tra le opere conservate al suo interno vi sono quelle dell'originale Museo Etrusco, alcune antichità greche e romane delle collezioni appartenenti ai Medici ed ai Lorena e, fiore all'occhiello del museo, le opere d'epoca egizia, una raccolta di manufatti seconda soltanto a quella ospitata presso il museo egizio di Torino.

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Il Museo ospita, inoltre, molte collezioni appartenenti ad altre culture e periodi come quelle dei Paleoveneti, dei Villanoviani, dell'antica Anatolia, dell'Alto Medioevo e del Rinascimento.

Tra tutte, comunque, vi sono alcune sezioni che meritano davvero di essere visitate, quelle che rappresentano il fiore all'occhiello e che non possono essere semplicemente "sorvolate".

Anche perchè ti accorgerai che un'ora e mezzo o due al massimo sono sufficienti per esplorare l'intero museo, anche se visiti tutte le sezioni e le stanze con attenzione ed interesse. 

Manufatti etruschi

L'antica civiltà della Maremma

Ristrutturata di recente, nel 2000 per esser più precisi, quest'area del museo ha le didascalie che accompagnano le opere in mostra sia in italiano che in inglese, così come alcune collezioni che riportano in vita la storia degli etruschi, fantastiche per i più giovani che stanno studiando questo periodo storico a scuola. Persino la famiglia de' Medici ed il Gran Duca Cosimo I trovarono di particolare interesse gli Etruschi, tanto che gran parte della collezione che oggi possiamo ammirare nel museo è stata resa possibile grazie a loro.

Alcune delle opere in mostra mettono in risalto la particolare maestria e le capacità artistiche di questa civiltà, di cui forse il capolavoro più famoso è la Chimera - un mostro mitologico in bronzo che sputa fuoco, formato da parti del corpo di animali diversi: testa di leone, testa di capra sulla schiena e coda di serpente (secondo una delle versioni più in voga). All'entrata del museo è stata collocata anche una copia dell'opera, in modo che anche le mani più curiose possano esplorarne i minuziosi dettagli. 

Un altro capolavoro davvero affascinante è l'Arringatore, una scultura in bronzo classificata come romano-etrusca del tardo II° secolo o dei primi del I° secolo AC. Sembra trasmettere tutta la sua passione e la sua vocazione mentre alza il braccio e si rivolge al pubblico di spettatori, di ieri come di oggi. 

Questa parte è organizzata su du piani, l'arredo moderno fa ampio uso della luce naturale per illuminare gran parte delle opere esposte e disposte in modo tale da raccontare la storia e la cultura di queste popolazioni per lo più sconosciute o poco famose.

Il giardino delle necropoli

I curatori del museo, da quando è stato completamente riorganizzato, hanno fatto tutto il possibile per renderlo piacevole ed interessante ad un pubblico di tutte le età e di ogni livello di conoscenza della storia e delle culture esposte. Una delle aree più interessanti da vedere è il giardino, detto "ameno", un tempo uno dei tanti giardini storici dei palazzi della famiglia de' Medici. Pensa, che già nel lontano 1902 il giardino assunse un orientamento didattico.

Ad ogni modo, oggi il giardino non attira l'attenzione di chi passa al di fuori del bellissimo cancello in ferro battuto solo per le sue varie piante in fiore ed i colori accesi e vivaci che sfoggia in ogni stagione (dalle magnolie alle rose per fare qualche esempio), ma anche per il suo "arredo", che per dirla in breve è "unico nel suo genere". Oltre alla profumata e variopinta vegetazione, vanta anche diverse tombe a tumulo e sarcofagi etruschi originali che lo rendono una sorta di "museo a cielo aperto".

Alcune tombe sono state letteralmente smantellate presso le loro necropoli di origine (in luoghi difficili da raggiungere e al tempo affetti da malaria) e riassemblate a Firenze; altre sono state ricostruite ex-novo, come la tomba Inghirami di Volterra. 

Il giardino è visibile dalla galleria del primo piano sopra la sezione etrusca ed è aperto al pubblico (con un piccolo extra da pagare) solo il sabato mattina. Ogni ora a partire dalle 9.30 e fino alle 12.30 ha inizio un tour guidato del giardino e dei suoi tesori storici. 

Manufatti romani

Questa sezione del museo, molto ben illuminata e dotata di ampie sale, ospita diversi bellissimi manufatti del periodo romano, sia di piccole che di grandi dimensioni e raccontano momenti di vita quotidiana all'epoca dei romani. La statua di Idolino di Pesaro fu rinvenuta nel 1530 sotto una villa romana a Pesaro ed entrò in possesso di Francesco Maria I della Rovere, Duca di Urbino. Nonostante Firenze venga considerata la sua casa, per qualche anno ha fatto diversi giri, prima di tornare al Museo Archeologico di Firenze.

Manufatti greci

Le numerose tombe etrusche in Toscana venivano spesso riempite con monili che ricordavano gli scambi culturali e commerciali con la Grecia, specialmente nel periodo intorno al quarto secolo AC, e questa sezione conserva molti di questi bellissimi manufatti di origine greca.

Tra le varie opere che ammirerai nella sezione greca, vi è il torso di un atleta risalente al quinto secolo AC e scolpito nella pietra con molta minuzia di dettagli. Particolarmente affascinante è anche la statua equestre, conosciuta anche come testa Medici Riccardi per via della sua iniziale ubicazione presso il Palazzo Medici Riccardi.

Si dice che questa statua abbia ispirato Donatello e il Verrocchio nella realizzazione dei due celebri monumenti equestri di Padova e Venezia.

Tra i vasi, il più importante è il grande cratere a figure nere, un grande vaso che nell'antica Grecia veniva usato per annacquare il vino, risalente al 570 AC. Meglio conosciuto come "il vaso di François" dal nome dell'archeologo che lo scoprì nel 1844 - in una tomba etrusca, appunto - il vaso riporta ancora le firme sia del vasaio, Ergotimos, che del pittore, Kleitias visibili ad un occhio curioso ed attento.

Manufatti egizi

La sezione egizia del Museo Archeologico di Firenze ospita una delle collezioni più grandi e preziose di manufatti egizi di tutta Italia, seconda soltanto al famoso Museo Egizio di Torino. La prima opera che si incontra è un vero carro da guerra egizio fatto di ossa e legno - ed è quasi praticamente intatto, insieme ad un arco con le frecce, al momento in fase di restauro (2017). 

La collezione comprende manufatti che vanno dall'era preistorica fino a tutta l'Era Copta: vi sono stele, mummie autentiche, amuleti, statuette in bronzo di vari periodi. Oggi il museo ospita circa 14.000 opere suddivise in nove sale e due depositi. Le sale sono state tutte ristrutturate completamente: il vecchio layout, infatti, è stato sostituito con uno nuovo che, quando possibile, espone le opere in ordine cronologico e topografico per una migliore comprensione della storia e della straordinaria civiltà che intendono raccontare. 

In una città conosciuta soprattutto per i suoi capolavori di epoca rinascimentale e per la sua architettura di stampo medievale, può risultar difficile pensare che un tempo Firenze sia stata - e sia nata come - un insediamento romano e che, quindi, ci siano dei pezzi di storia molto più antica che la caratterizzano e la circondano. Questo museo unisce sotto un unico tetto il passato di Firenze e della Toscana con le meraviglie che hanno reso l'antico Egitto così affascinante come lo abbiamo studiato sui libri di scuola. E' particolarmente adatto alle famiglie con i bambini in un giorno di pioggia, quando si cerca qualcosa da fare che possa essere interessante anche per i più piccoli. Varcare le porte del MAF significa un pò come tuffarsi nel passato di varie civiltà!


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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