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Casa Buonarroti

Una Casa per rendere omaggio alla famiglia del famoso genio artistico

Secondo alcune voci, sembra che Michelangelo non abbia mai vissuto a questo indirizzo, ma ci sono alcuni documenti che dimostrano che, per tutta la durata dei suoi lavori alle Cappelle Medicee, visse di fatto qui con suo nipote Leonardo (ovvero Lionardo nei documenti). 

Nonostante il nome del museo possa far pensare che questa sia stata veramente la casa dove visse o dove nacque il grande artista, la data di costruzione dell'edificio ci dice tutt'altro: quello che ci troviamo dinanzi oggi fu cominciato, infatti, nel 1612 e ci vollero ben 30 anni per portarlo a termine, arredarlo e decorarlo...ovvero 48 anni dopo la sua morte.

Ciononostante, Casa Buonarroti vanta comunque due disegni dello stesso Michelangelo nel progetto utilizzato. L'edificio di via Ghibellina 70 si sviluppa su tre piani e rappresenta, in realtà, l'anello di congiunzione di diverse proprietà preesistenti, una delle quali è proprio quella dove Michelangelo visse di fatto, prima di essere chiamato a spostarsi più vicino alla chiesa di San Lorenzo per i lavori che gli furono commissionati alla sacrestia.

In memoria della famiglia Buonarroti

La collezione di opere che ti troverai davanti fu pensata, inizialmente, dai membri ancora in vita della famiglia per rendere onore a Michelangelo ed alle sue opere, così come alla stessa famiglia Buonarroti, raccogliendo e documentando i loro più grandi successi. L'edificio e monumento riuscì a rimanere di proprietà della famiglia con qualche episodio interessante e principalmente dovuto al testamento finale di Leonardo (il nipote di Michelangelo) ed alle sue ferree clausole imposte in merito "alla perdita dei diritti del primogenito ed alle concessioni della famiglia in caso di cambiamento di destinazione delle stanze, alienazione, dispersione, concessione e qualsiasi altra modifica non migliorativa"!

Michelangelo il Giovane, figlio di Leonardo Buonarotti, è responsabile della realizzazione dei 4 saloni monumentali al primo piano, così come di una sala dedicata alla raccolta di numerose opere, sia antiche che moderne, per le sue collezioni private

All'inizio del diciottesimo secolo, la proprietà fu ereditata da Filippo Buonarroti, ma non per diritto di nascita, piuttosto per la sua reputazione come presidente dell'Accademia Etrusca di Cortona, membro dell'Accademia della Crusca, ricercatore e archeologo di prestigio. Ed è proprio a questo passaggio del patrimonio che dobbiamo la considerevole e notevole collezione di manufatti conservati all'interno del museo.

Si suppone che l'attività rivoluzionaria di Filippo causò il sequestro della proprietà e, nel 1799, il presidio austriaco che governava la città di Firenze decretò la confisca del patrimonio della famiglia Buonarroti, che fu assegnato all'Ospedale di Santa Maria Nuova. In seguito, fu restituito alla famiglia, in condizioni deplorevoli, e per la precisione all'ultimo erede maschio rimasto in vita, Cosimo. Nel 1858, dopo l'estinzione dell'ascendenza maschile dei Buonarroti, il palazzo e tutto ciò che era contenuto all'interno tornò ad essere di proprietà dello stato. 

Cosa si nasconde al suo interno?

Il museo ospita una collezione di opere d'arte che vanno dai dipinti alle sculture, dalle opere di arte rara alle ceramiche in maiolica ed ai ritrovamenti archeologici. Vi è anche un sostanziale numero di disegni e schizzi di Michelangelo che, solo su richiesta e solo per motivi di studio accademico o scambi culturali, possono persino essere visionati, mentre pochi altri selezionati, a rotazione, vengono messi in esposizione per il pubblico generale.

Il piano terra è composto da un'area espositiva dove il museo fa sfoggio di mostre speciali durante il corso dell'anno; vi è anche una collezione archeologica, come detto poco fa: il nucleo consiste di circa 150 opere che abbracciano civiltà molto diverse tra loro, epoche, tipologie stilistiche ed artistiche e tecniche altrettanto differenti le une dalle altre.

Delle varie sale da visitare, una che merita una speciale menzione è sicuramente la "Galleria": lo scopo di questa sala, creata tra il 1613 e il 1635, è quello di elogiare Michelangelo attraverso una "singolare biografia di immagini" dipinte da alcuni dei più importanti artisti che lavorarono a Firenze nei primi del 1600. Nel vedere le pareti, potrai notare che raccontano la storia della sua vita esaltandone i lavori pubblici, le azioni private e le sue virtù sul soffitto.

Alcuni dei capolavori più famosi di Michelangelo sono statue e dipinti finiti ed altri rappresentano proiezioni o sogni dell'artista stesso, come quello della facciata della Basilica di San Lorenzo. Fu una sua idea quella della pietra grezza della parte anteriore e si dice che per trarre la giusta ispirazione, abbia guardato verso Roma.

Dopo aver astutamente sbaragliato la concorrenza, usò il suo genio creativo per risolvere il problema cui si trovavano dinanzi gli architetti dell'epoca rinascimentale nel momento in cui cercavano di applicare gli ordini classici alle facciate irregolari delle basiliche: "nascondere e dimenticare la struttura esterna della chiesa dietro l'aspetto profano di un bellissimo palazzo privato".

La facciata non finita è apparentemente destinata a rimanere così: quando il sostenitore di questa iniziativa morì, Leo X, passò il compito a Clemente XII, anch'esso un membro della famiglia de' Medici, che più di ogni altro cercò di riprendere e continuare i lavori della facciata, ma la sua morte (1534) ne segnò la fine. Nel corso della storia, anche più recente, ci sono stati altri tentativi di riprendere i lavori, come per esempio in occasione del 500° anniversario di Michelangelo, ma i fiorentini hanno sempre espresso il loro disappunto in merito.

Se sei curioso di sapere come sarebbe stata la facciata finita, puoi vederla nel modello originale del 1518.

Le prime due sculture di Michelangelo

Stiacciato: si tratta di una tecnica scultorea che permette di realizzare un rilievo con variazioni minime rispetto al fondo, generalmente associato con gli scultori del cinquecento, tra cui in particolare Donatello e Desiderio da Settignano. L’opera può essere realizzata sia a rilievo che a incisione.

Il museo ospita anche le prime due sculture ufficialmente riconosciute dell’artista, le quali sembrano raccontare un pò della storia del suo sviluppo artistico.

Madonna della Scala

Testimonianza dell’appassionato studio di Donatello

Pensa soltanto che a soli 17 anni, Michelangelo stava già lasciando la sua impronta nel mondo dell’arte. Nell’ammirare questo basso-rilievo, noterai il dettaglio nel muscolo della madre che tiene in braccio il neonato, le sue mani grandi ed il drappeggio della veste.

Battaglia dei Centauri

Un amore infinito per le arti classiche

Si tratta dell’ultima opera realizzata da Michelangelo (e mai finita) sotto il patronato di Lorenzo de’ Medici e della prima di quella che diverrà la serie delle sue sculture “non-finite”. Michelangelo aveva abbandonato la pratica del periodo di lavorare su una superficie piatta, per passare ad una multi-dimensione che facesse sembrare le opere vive. Questa bellissima lastra in marmo rappresenta la mitica battaglia tra i Lapiti ed i Centauri, un tema molto ricorrente nelle arti dell’antica Grecia.

Alcuni ritengono che Michelangelo lasciò molte delle sue opere incomplete perchè non era soddisfatto di come si stavano evolvendo...Ulteriori informazioni su Michelangelo.

Viaggio nel tempo e nella storia dell'arte

Sebbene spesso considerato "minore" rispetto agli altri musei di Firenze, la dimensione non pregiudica in alcun modo l’importanza delle opere conservate al suo interno. A mio avviso, è interessantissimo soprattutto per coloro che desiderano approfondire la conoscenza dell’uomo che si cela dietro al genio artistico, del vissuto di esperienze quotidiane nel contesto storico in cui visse e lavorò il grande Michelangelo Buonarroti. Il museo, inoltre, organizza spesso mostre temporanee, riconosciute a livello internazionale, focalizzate su altri aspetti importanti della vita fiorentina.

Nel visitare le varie sale del museo, attraverserai virtualmente la storia della famiglia Buonarroti, che non ruota intorno alla sola figura di Michelangelo e della sua maestria artistica, ma anche a quelle dei membri che sono vissuti dopo di lui e che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio storico ed artistico di Firenze e dell’Italia.


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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