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Il Giardino di Boboli

Indirizzo
Piazza Pitti
Ingresso
Intero: € 7,00
Ridotto: € 3,50
ingresso combinato con Museo degli Argenti, Galleria del Costume, Museo delle Porcellane e Giardino Bardini
In occasione di mostre temporanee, il biglietto è € 10 intero e €5 ridotto
Orario
Aperto tutti i giorni dalle 8.15 alle 16.30 (novembre-febgraio), 17.30 (marzo), 18.30 (aprile-maggio, settembre-ottobre) e 19.30 (giugno-agosto)
L'ultimo ingresso è sempre un'ora prima della chiusura.
Chiusura
Chiuso il 1 e ultimo lunedì del mese, 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre

Non chiamateli semplici giardini, sono molto più del polmone verde del centro città, un autentico parco monumentale da percorrere in almeno tre ore. I Giardini di Boboli sono un vero e proprio museo a cielo aperto che cinge in abbraccio Palazzo Pitti. Ospitano antiche speci di lecci, sculture, fontane e ripari refrigeranti per tutte le stagioni, dalle afose giornate estive, i bellissimi colori d'autunno ed il profumo della primavera. Boboli è un magico intreccio di “verdi architetture” ornate di sculture. Il suo modello fu il prototipo originale che ispirò molti dei giardini reali europei, in particolare Versailles.

La sua ideazione e sviluppo si articola in quattro secoli, dal ‘400 al ‘900. I terreni originali si trovavano nei pressi di Santa Felicita ed erano aree agricole e giardini della famiglia Borgolo, nome dal quale deriva “Boboli”. I terreni furono inizialmente acquistati da Messer Luca Pitti e nel 1549 da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, che li volle ampliare e trasformare.
I progetti per questa trasformazione furono disegnati da Niccolo’ Tribolo, sebbene i lavori furono completati, dopo la sua prematura scomparsa nel 1550, da altri architetti di corte come il Vasari , l’Ammannati e l’estroso Bernardo Buontalenti sotto Francesco I.

Sia i Medici che la famiglia Lorena continuarono ad arricchire progressivamente le collezioni di statuaria e le dimensioni del Giardino fino al’Ottocento, creando lo scenario per esibire sia statue antiche romane che rinascimentali. Lungo la passeggiata nel viali di Boboli scoprrete alcune aree principali: l’Anfiteatro, il Viottolone, il Prato del Cavaliere, la verde torre della Koffeehouse e la Grotta Grande.

ANFITEATRO

Oltrepassando il monumentale Cortile dell’Ammannati dentro Palazzo Pitti un primo scalone vi condurrà alla Fontana del Carciofo, il cui basamento ottagonale è coronato da un trionfale giglio bronzeo, purtroppo criticato aspramente dai fiorentini, che pungentemente lo soprannominarono “Carciofo”. Da questo punto la vista si apre sull’Anfiteatro (in realtà una porzione di Ippodromo) scavato dietro la reggia di Pitti nella collina, un tempo usata come cava di pietra forte. Al centro della vasta area circondata da sculture spicca un gigantesco (e pesantissimo) obelisco che fu trasportato da Luxor e qui posto nel 1789.

All’apice dell’Anfiteatro si trova la Fontana di Nettuno con tridente, ribattezzato dai fiorentini “la Forchetta”. Poco più avanti invece troverete a sorvegliare il giardino una scultura femminile, dedicata all’Abbondanza. Giambologna si ispirò a Giovanna d’Austria, moglie di Francesco I, come modello.

VIOTTOLONE

Una serie di terrazze collegate ad un asse centrale vi condurrà in discesa verso Porta Romana. Un intricato sistema di gallerie verdi formate dalle “cerchiate” di lecci era utilizzato come lussureggiante intreccio di ripari per conversare, leggere e sedersi al fresco con le dame di corte e musici. Seguite i filari di cipressi e vi troverete di fronte all’oasi dell’Isolotto, al cui centro trionfa la fontana dell’Oceano del Giambologna, circondato da tre sculture ispirate ai tre grandi fiume, il Gange, il Nilo e l’Eufrate. Dalla superficie dell’acqua si stagliano Perseo in groppa al suo fido destriero e Andromeda, ancorata alla pietra.

PRATO DEL CAVALIERE

Sugli antichi bastioni progettati da Michelangelo per l’assedio del 1529, si imposta il Prato del Cavaliere, una delle aree più elevate di Boboli, in posizione panoramica verso Torre al Gallo e le ville private di facoltosi fiorentini immerse nella vegetazione collinare. Sotto il giardino si estendeva un bacino d’acqua noto come “riserva delle trote” e punto strategico per rifornire d’acqua l’intero Giardino di Boboli con un impianto idraulico all’avanguardia per l’epoca.

KAFFEHOUSE

Il punto di tinta verde pastello è la firma dei Lorena su questa torretta settecentesca, vero gioiello architettonico studiato per sorseggiare un buon caffè. Nel 2013 è stata finalmente riaperta al pubblico dopo un lungo resturo e merita una breve visita per ammirarne le sale affrescate.

Dello stesso periodo settecentesco sono anche la Limonaia, progettata da Zanobi del Rosso, e la Palazzina della Meridiana a lato di Palazzo Pitti che ospita la Galleria del Costume.

GROTTA GRANDE (La Grotta del Buontalenti)

Decorata internamente and esternamente con stalattiti e concrezioni, era in origine dotata di ingegnosi giochi d’acqua e sormontata da una vasca d’acqua dalla quale filtrava luce e si intavedevano pesci d’ogni sorta. La Grotta Grande è suddivisa in tre camere, perfetto scenario per sculture manieriste. La prima camera è affrescata per creare l’illusione di essere in una grotta circondata da animali. Questa era la grotta in cui furono collocati i Prigioni di Michelanfgelo prima della loro collocazione in Galleria dell’Accademia.

La seconda camera della grotta ospita il grupo scultoreo di Paride ed Elena di Vincenzo del Rossi ed infine, nella più segreta camera, nascosta alla vista dell’osservatore, la statua di Giambologna di Venere al bagno, nuda. La scelta dei soggetti non era affatto casuale, visto che dovevano essere temi che ispirassero e conciliassero i segreti incontri d’amore del Granduca Francesco I.

Se cercate un perfetto rifugio dalla calura estiva, nessun luogo vi offrirà allo stesso tempo arte, storia e refrigerio. Non perdetevi le romantiche cerchiate di leccio, gli angoli segreti per leggere un buon libro e la straordinaria Koffeehouse appena riaperta al pubblico.

Alla fine della passeggiata sono d’obbligo un saluto ed uno scatto al Nano Morgante in sella alla tartaruga di marmo!

Buona passeggiata!


Autore: Elena Fulceri

Fiorentina di nascita, giramondo per necessità. Di professione Guida Ufficiale di una città densa di tesori, per passione fotografa e sommelier in training. Tesi in pedoarcheologia, licenza ufficiale di guida conquistata per condividere storie e angoli autentici meno battuti. Arte e Bellezza come Bene da rendere accessibile a tutti, con semplicità e spirito di curioso fin da bambini. Il mio motto? Firenze-su-misura per ogni età e occasione speciale!



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