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Basilica della Santissima Annunziata

Alcune Chiese sono state costruite per essere Imponenti

Il Duomo o la Chiesa di Santa Maria Novella sono esempi eccellenti di edifici ecclesiastici costruiti per impressionare le persone. E poi ci sono quelle chiese che diventano monumentali dopo la loro realizzazione (o concezione) e questo è il caso della Basilica della Santissima Annunziata.

Secondo ciò che ci racconta la storia, vi era un piccolo oratorio, risalente al lontano 1081, costruito a seguito di un voto di ringraziamento per la Vergine Maria, per aver salvato la città dopo l'assedio di Enrico IV. Fu poi abbandonato e lasciato in stato di rovina appena fuori le mura cittadine. Verso la metà del 1200, un gruppo di 7 uomini diedero vita all'Ordine dei Servi di Maria, nato - come dice il nome - con lo scopo di servire ed onorare la Vergine Maria. Non appena il loro numero crebbe, chiesero di poter usare l'oratorio abbandonato come punto di riferimento per vigilare fuori dalle mura cittadine e le colline che circondavano Firenze.

Fino a qui, tutto questo non era niente di diverso dai normali affari religiosi.

Ci volle un Miracolo

Nel 1252, i frati decisero di abbellire l'edificio con opere d'arte dedicate alla Vergine Gloriosa durante l'Annunciazione. Secondo la leggenda, il pittore Fra Bartolomeo perse le speranze nel dipingere i dettagli del viso della Vergine Maria: distrutto per il fatto che non sarebbe riuscito a renderle giustizia, alla fine si addormentò, esausto e stanco dopo tutti i tentativi falliti. Quando si svegliò, scoprì che la mano di un angelo aveva terminato i dettagli del viso della Vergine, motivo per cui il dipinto fu chiamato la "Miracolosa Annunciazione". Persino Michelangelo l'ha giudicata un'opera d'arte "divina".

Grazie a questo miracolo, il dipinto divenne oggetto di devozione e culto per gli abitanti di Firenze, attirando persino pellegrini da ogni dove che spesso lasciavano offerte votive sotto forma di sculture in cera, gesso e legno, alcune delle quali erano a grandezza naturale ed includevano un gentiluomo con il suo cavallo. Come la chiesa crebbe di importanza, così fece anche in grandezza e splendore: ciò che noi tutti possiamo ammirare oggi è il risultato di anni di ricostruzioni ed aggiunte per abbellire la chiesa originale.

Il Portico

E' stato aggiunto verso la fine del 1400 e noterete agli angoli della chiesa e sotto il portico - nel soffitto a volta - il simbolo della Famiglia Pucci: una testa nera in campo bianco, ad onorare il fatto che i fondi per questa porzione della chiesa furono forniti proprio dalla famiglia Pucci. Vi sono tre archi per ogni lato (ovvero tre per ogni fratello), mentre l'arco nel mezzo sorregge il simbolo della chiesa.

Realizzata dal Michelozzi, la donazione è stata firmata sulla striscia sopra le colonne; se guardate sotto i gradini in marmo di fronte alla porta di ingresso, noterete che anche questi portano un simbolo attribuito al beneficiario, Roberto Pucci.

Il Chiostro degli Oggetti Votivi

Durante il pellegrinaggio alla Vergine Maria, i devoti lasciavano spesso offerte votive, tanto che in quest'area della chiesa ve ne sono oltre 600. La collezione divenne così ampia che nel 1516, l'idea di un chiostro per raccoglierle prese vita sotto forma di un atrio. Oggi può essere considerato una sorta di esposizione di alcune delle opere degli artisti emergenti del 1400 (oltre ad una collezione di affreschi recentemente ristrutturata) come il Pontormo, Rosso Fiorentino e Andrea del Sarto.

La Porta Santa

Alla sinistra del portico si trova la porta per l'Oratorio di San Sebastiano, eretto dalla famiglia Pucci nel 1452, che consente l'accesso ad una delle due porte aperte per il Giubileo a Firenze (l'altra si trova nel Duomo).

La Cappella della SS Annunziata (alla vostra sinistra)

Entrando dall'entrata principale, la chiesa può apparire un pò sbilanciata con l'impressionante cappella sul lato sinistro, che compensa la simmetria della navata principale. Ad ogni modo, questo aspetto non sempre è ciò che più colpisce lo spettatore, a paragone delle ricche decorazioni barocche dei soffitti, dei pavimenti in marmo e molto altro ancora... E' tutto così profondamente diverso dalle altre chiese che avete visitato prima, a partire dal Duomo, Santa Croce, Santa Maria Novella e persino San Miniato...e se non lo avete ancora fatto, è d'obbligo inserirle nella vosta lista di cose da vedere a Firenze!

Nel 1447, i frati dei Servi di Maria, con l'aiuto di Piero di Cosimo dè Medici, decisero di creare una sorta di tempio per preservare il dipinto della Vergine, basato sui disegni di Michelozzo ed arricchito con marmo di Carrara, motivi in bronzo, ceramiche (molto probabilmente del laboratorio dei Della Robbia) e molte altre opere d'arte alquanto intricate, tutto volto a valorizzare e ad accentuare la bellezza del dipinto, a dimostrare chiaramente come il miracolo fosse rispettato e venerato dal popolo.

La Chiesa

Il corpo della chiesa si riesce ad ammirare in tutto il suo splendore se ci si allontana dai singoli artisti, molti dei quali si perdono tra colori scuri ed ombre, quasi totalmente eclissati dalle decorazioni drammatiche: in questo modo si può avere un'impressione generale della chiesa. Molti sono i contrasti riscontrati con le chiese vicine: qui il pavimento riporta un semplice motivo a quadri bianchi e neri, in contrapposizione con l'intricato intarsio in marmo che si trova in molte altre chiese. Le cappelle laterali e l'altare presentano decorazioni eccessive, ciò nonostante sono eleganti ed attraenti con i loro motivi floreali, i colori oro ed i dettagli in marmo, tutti particolari che catturano senza dubbio l'attenzione.

Nel transetto alla sinistra dell'altare, potete seguire le indicazioni per la Sacrestia ed ammirare l'altare e la cupola da vicino. Per il momento è in fase di ristrutturazione, ma i capolavori dei grandi  - come il Giambologna - saranno ben presto "restituiti" al pubblico. Come postilla, vorrei aggiungere che vi è un bagno gratuito dietro la sacrestia a cui potete accedere liberamente.

Il Chiostro Grande

Davanti all'entrata per la Sacrestia, dietro alla tenda rossa, si trova la porta che vi darà accesso ad una piccola oasi all'interno della chiesa, meglio conosciuta come il Chiostro Grande o dei Morti. Nonostante sia stato rimaneggiato diverse volte nel corso degli anni, rivela ancora un fascino piacevole ed armonioso. Vi sono 25 lunette, dipinte da diversi artisti; voltandosi e guardando indietro verso l'entrata, noterete un sarcofago con il logo della famiglia Falconieri (due falconi ed una scala): si tratta della solita famiglia a cui sono appartenuti Giuliana Falconieri, un'altra santa (custodita in una teca vicino all'altare) e a suo zio - uno dei sette santi fondatori - Alessio Falconieri. La Cappella di San Luca, che si affaccia sul chiostro, appartiene all'Accademia delle Arti del Disegno e molti sono gli artisti che sono stati sepolti sotto la sua volta, tra cui il Pontormo ed il Cellini.


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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